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La fortunata serie di edizioni
del Carnevale non finisce di stupire. La musica entra nella vita
del piccolo paese che in un attimo si trasforma in una metropoli
sud americana. La festa più folkloristica dell'anno sembra un
nulla se non vivete a San Michele. Altro che carnevale dei
bambini, qui il carnevale è una cosa seria. Tanto seria che pure
il prete si veste da sacrestano e porta la chiesa sul carretto.
Tanto seria che tutti di tutte le generazioni si travestono,
costruiscono carri, preparano dolci, insomma partecipano come se
il carnevale fosse stato inventato proprio qui e le radici
antiche di una lunga tradizione portano con sé un vanto da
esaltare e far rispettare. Crisi economica, instabilità
politica, guerre, legge sull'aborto, le primarie americane, il
grande fratello; agli abitanti di San Michele non importa
niente. Qui da un mese non si parla altro che del MusiCarneval
e basta. Anche questo anno chi lo ha vissuto narra già di
un'esperienza indimenticabile, difficile da raccontare così a
parole e immagini; chi non lo ha visto se ne resta li mormorando
frasi sconnesse ed imprecazioni con l'unica speranza di vivere
almeno un altro anno.
Il Carnevale di San
Michele al Fiume è opera di tutti gli abitanti del Comune di
Mondavio, il contributo importante di Banca Suasa Credito
Cooperativo e Cotto San Michele, l'indispensabile aiuto
strutturale di Ubaldi Macchine Agricole ed SCM Infissi di cui
mai ci stancheremo di ringraziare, le golosità delle macellerie
Frati e Pino, la cucina di tante famiglie
impegnate agli stand gastronomici come l'A.N.S.T.& L. del Cesano,
Agglomerato Fiume, portentoso Centro di San Michele,
Passo di Corinaldo e Pianaccio vicino col pensiero,
inoltre si ringrazia la collaborazione del Bocciodromo di San
Michele e del Comune di Mondavio attivo con il supporto tecnico
degli operai ed infine Madre Natura che ci salva sempre e comunque dalla
pioggia. 9 tra carri allegorici e sfilate:
LA RIZZ BAND:
(GRUPPO LA BARCA)
I KISS: (NEW
GENERATION)
I GITANI: (GRUPPO
ORATORIO)
LO ZECCHINO D'ORO: (PRO
LOCO MONDAVIO)
COUNTRY TOWN: (JAKSON
HOUSE)
DISCO STU:
(ASSOCIAZIONE LUCIGNOLO)
GREASE: (ERCOLANDIA)
SAO FILIPP DO BRASIL:
(SAN FILIPPO NEL MONDO)
GLORIA A TE: (DON MEMO)


FOTO DISPONIBILI PRESSO "FOTO CLAUDIO" DI SAN MICHELE AL FIUME
L'anno scorso
in un clima surreale si è svolta
una delle più belle
manifestazione che San Michele ricorda. Sei carri allegorici: (BIANCANEVE
E I SETTE NANI, PETER PAN E L'ISOLA CHE NON C'E', IL CIRCO,
MULEN ROUGE, I CONTADINI) e tre sfilate in maschera (I PUFFI, I
PULCINELLA, I DIAVOLI) hanno fatto da epico sfondo alla
coinvolgente allegria offerta da una infinita passerella di
maschere, musiche e tante delizie. L'A.N.S.T.& L. del Cesano, il
gruppo del Pianaccio, la spontanea Via G. di Vittorio, e l'aglomerato
Fiume, anche quest'anno hanno regalato dolci carnevaleschi,
piade, goletta e braciole in grande quantità assicurando la
sopravvivenza e la parità di bilancio con le offerte raccolte.
Finalmente San Michele rivoluziona la sua immagine di paese
pieno di contraddizioni, nuovo ma non moderno, grande ma senza
vita, croce via di comunicazione ma dormitorio... Finalmente il
successo determinato dalla convinzione che lavorare per il paese
può cambiare le cose e scuotere la routine scandita dai fine
settimana; non si pensa al week and quando lavori tutti insieme
e tutte le sere nei carri, non c'era bisogno di droga per
divertirsi quando sabato sera eravamo 150 vestiti da carnevale.
E che questa sia la ricetta per sconfiggere il disagio
giovanile? Forse forse, parlare, confrontare, incontrare non
serve proprio a niente ma basta impegnarsi quando qualcuno te lo
chiede? Magari qust'anno tante altre famiglie porteranno
spontaneamente dolci e maschere?
Un ringraziamento
particolare alla Amministrazione Comunale di Mondavio che ha
messo a disposizione senza limiti operai, mezzi, attrezzature
forse anche per sopperire alla incapacità di contribuire con
moneta.
Un caloroso abbraccio
ad Ubaldi e Scm Infissi per gli indispensabili capannoni
Grazie infinite a Banca
Suasa e Cotto San Michele perchè fanno del miglioramento
dell'ambiente in cui vivono la loro missione sociale
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LA STORIA DEL CARNEVALE
SAMMICHELESE
Anche quest’anno siamo giunti
alla vigilia dell’atteso Carnevale, che rispolvererà i fasti
della storica “Carnevalesca Sammichelese”. La storia di questa
associazione e degli eventi che ha organizzato è in fondo la
storia di una intera comunità. Correva il 1974, in piena
“austerity”, quando con Mario Riccardi, Patrizio Saudelli e
Nello Torelli contattati da Edo Biondi, vero ispiratore del
carnevale Sammichelese, prese vita la prima mascherata, con
suoni e danze che si snodavano nelle vie del paese e nella
campagna limitrofa; infatti San Michele era allora un piccolo
agglomerato, costituito da due sole file di case disposte ai
lati delle strade Mondaviese e Cesanense, ma che grazie alla sua
“naturale” collocazione geografica permetteva di essere
raggiunto da ogni parte della vallata.
Durante il periodo dell’austerità
si è potuto vivere un Carnevale che per molti è stata una
piacevole sorpresa, che ha fatto ricordare quei tempi, quando ci
si divertiva con poco e si era contenti. Possiamo definire
l’austerità come una riscoperta dei valori, alla ricerca di
rapporti più sinceri più veri con gente del paese che da tanto,
troppo tempo, era rimasta staccata dalla vita della comunità.
L’austerità fu quel periodo di crisi petrolifera in cui di
domenica non potevano circolare le automobili eccetto quelle
autorizzate e i trasporti pubblici, regalando tutte le vie di
comunicazione agli sport ed ai passatempo più usuali del
periodo, come la ruzzola o i pattini che prolungavano la
domenica in una interminabile passeggiata all’aria aperta. Fu un
periodo davvero stupendo, a detta di chi l’ha vissuto, l’anno
più bello della loro vita.
Nelle prime edizioni la
manifestazione si articolava nella giornata del sabato e della
domenica: il sabato era riservato alla campagna dove gli allegri
gruppi mascherati, preceduti da un ridotto corpo bandistico di
cui ha fatto parte per anni il maestro Riccardi, si riversavano
presentandosi nelle case delle nostre campagne accolti con vivo
calore. Pur concentrata nella sola giornata della domenica la
manifestazione acquisì notevole prestigio. Negli anni a seguire,
grazie all’organizzazione di Almos Gaiardi, Antonio Pancotti,
Mauro Mancini e altri volonterosi, Biondi seppe riproporre con
grande successo il festoso appuntamento, i costumi inizialmente
presi a noleggio a Fano e in Ancona furono poi realizzati in
proprio dalle sarte del paese. Furono acquistati elementi in
cartapesta provenienti dai vecchi Carnevaloni di Fano e alla
tradizione della sfilata si affiancò la festa in piazza. Tutti
nel paese collaboravano per il Carnevale e le signore del paese
si riunivano per creare sfiziosi, tipici dolcetti carnevaleschi
da degustare durante lo svolgimento della festa.
All’inizio degli anni ’80
Giuseppe e Giuliano Pierangeli, Riccardo Dominici, Luigi Bavona
e altri collaboratori, fra cui spicca il nome del falegname
Sergio Bruciati realizzarono i primi carri allegorici, tra cui
una particolare attenzione va al “Gruppo Aida” composto di
trenta personaggi mascherati. Un altro indirizzo proposto nei
temi fu la “Satira Politica” che ha preso spunto dalla sfilata
Viareggina: l’allegoria cesanense si rifà alle ricorrenze (il
gruppo dei Garibaldini di San Michele), alla cronaca (il carro
dei brigatisti di Sant’Andrea), l’attualità (le maschere
ispirate al ballo del Qua Qua Mondolfese).
A Fano, Senigallia, Pergola,
Barchi, Mondolfo, le sfilate dei gruppi mascherati e dei carri
allegorici costituiscono i poli d’aggregazione dove di anno in
anno vengono convogliate, con crescente successo, sempre più
persone; così anche a San Michele l’evento era ormai tanto
importante da diventare un interminabile lavoro di tutto un anno
fatto di stoccaggi, sartoria, cucina, costruzioni di carri
allegorici e cassa comune, che culminava nell’atteso
appuntamento trasformato, negli anni migliori, in una settimana
di feste.
Con la nascita del Carnevale a
San Michele al Fiume coincide la data d’inizio di un altro
prelibato appuntamento per i Cesanensi e per un vasto seguito
esterno: la gara delle maschere a “El Sombrero 38”, organizzata
dall’indimenticabile Elso Rocconi, che offrendo ricchissimi
premi invitava a partecipare gente del posto ed addirittura di
fuori regione, che si esibiva in mini spettacoli: autentici
capolavori di estro, creatività e fantasia, giudicati poi con un
inappellabile valutazione.
Va alla “Carnevalesca
Sammichelese” il merito di aver saputo cogliere certi aspetti
folkoristico-tradizionalisti e di averli trasformati in questa
festa che vede coinvolta in prima persona la quasi totalità
della popolazione.
Ricordiamo all’interno dei
carnevali passati, un evento molto importante che vide
protagonisti nell’82 tutti gli appassionati della fotografia; fu
così che l’Unione Sportiva di San Michele al Fiume in
collaborazione con l’Ass. Proloco di Mondavio diede vita al
primo concorso di fotografia, all’interno del quale i
partecipanti dovevano attenersi ad un regolamento: ogni
concorrente poteva partecipare con un massimo di 5 opere per
sezione, (le sezioni erano due, bianco e nero e a colori) la
quota di adesione era di 2.000 lire per una sezione e di 3.000
lire per entrambe. Grazie a questo concorso possiamo ancora oggi
vedere queste foto che sono state archiviate per fini
documentaristici presso l’Unione Sportiva Carnevalesca.
Con il passare degli anni il
Carnevale stava sempre di più avanzando in tutti i suoi aspetti,
gli organizzatori ormai non pensavano più ai vecchi valori
caratteristici delle origini: il fine era ormai il lucro,
(competizioni tra gruppi mascherati nelle discoteche della zona:
Jabi di Marotta, Masai di Cagli e nella riviera con in palio
ricchissimi premi) fu quindi il “dio denaro” a rovinare
l’atmosfera pura ed infantile del carnevale, oltre al fatto che
alcuni dei maggiori esponenti si trasferirono e nessuno voleva
più prendersi le grandi responsabilità cui si era esposti,
destinando la “Carnevalesca Sammichelese” alla estinzione e
quindi all’interruzione del Carnevale.
Dopo vari anni, nel 2004, il
carnevale si risveglia grazie all’Associazione Lucignolo guidata
dal suo Presidente Matteo Venturini, in collaborazione con altre
associazioni comunali come l’A.N.S.T. & L. del Cesano, la
Pro-Loco di Mondavio, il Centro diurno l’Aquilone,
l’Associazione Pro-Suasa, l’Associazione Sportiva Pianaccio,
“San Filippo nel mondo” ed altri gruppi che hanno allestito 7
carri allegorici seguendo il tema di “Pinocchio ed il paese dei
balocchi”. La sfilata tra le vie del paese e la sosta in piazza
hanno riportato alla luce i Carnevali di un tempo che rendeva
San Michele il centro di una kermesse allegorica di risonanza
extra locale ed il successo di questa prima riedizione fu poi
riconfermata dalle altre del 2005 “Hollywood e la notte degli
Oscar” e del 2006 “Il carnevale nel mondo”. La collaborazione di
tutto un paese e la voglia di fare festa venne così magicamente
risvegliata da un piccolo ma nutrito gruppo di ragazzi,
all’apparenza un po’ “scavestri”, ma capaci di organizzare un
evento che unisce ed aggrega un intero comune con l’unico scopo
del sano divertimento.
Quest’anno il tema sarà “Carneval
Story”, dedicato proprio a questa lunga storia del Carnevale di
San Michele. A ricordarlo sarà una mostra fotografica ed i carri
allegorici che riproporranno la lunga lista di temi proposti in
tutte le precedenti edizioni. L’appuntamento è quindi nella
piazza di San Michele al Fiume, sabato 17 febbraio, per
inaugurare la festa con il “Carnevale dei bimbi”, dalle ore 16,
con animazione e tanti divertimenti, e domenica 18 alle ore 16
con la sfilata dei carri allegorici e la festa in piazza.
Resoconto fatto da:
Biondi Eleonora, Desanti Stefania, Giacomelli Erika
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